Il settimo anno dell’Innovation Agri Tour è quello della maturità. Nelle prime sei edizioni abbiamo lanciato il concept e abbiamo costruito connessioni digitali anche per sopperire all’impossibilità di incontrarsi fisicamente. Abbiamo coinvolto oltre 7mila spettatori e 120 speaker. Siamo stati accompagnati nei nostri viaggi virtuali dalle principali associazioni di categoria, CAI, Coldiretti, Confagricoltura, FederUnacoma e Federacma e dai rappresentanti del MIPAAF. Abbiamo indagato le nuove tecnologie attraverso il lavoro di start-up come X-Farm, Tokenfarm e UniquID, di grandi aziende come Barilla, Almaviva, John Deere, BASF, Fendt, New Holland, Argo Tractors, BKT, Liquigas o di straordinarie realtà appena entrate nel nostro settore come Arduino e Ammagamma. Senza trascurare chi studia il fenomeno come l’Osservatorio del Politecnico di Milano, le università di Bologna, Brescia, Milano, Modena, Napoli e il CNR e le istituzioni europee che stanno cercando di coordinare gli sforzi di tutti gli stakeholder. Soprattutto tutto quanto è stato detto è passato sotto la lente di ingrandimento di chi tutti i giorni lavora e vive il mondo dell’agricoltura in prima persona e di chi le innovazioni vuole provarle, testarle e capirle per usarle. Non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello finanziario.
Il palinsesto del 2026 toccherà il tema dell’Agritech e della tecnologia ormai pervasiva in ogni parte dell’azienda agricola, dell’uso dell’intelligenza artificiale e dell’agricoltura di precisione. Esploreremo i nuovi modelli di business in agricoltura, dalle nuove opportunità aperte dai nuovi finanziamenti legati alla produzione di energia a quelli indotti dai mezzi agricoli sempre più performanti. Il tutto partendo dal presupposto che il claim del mondo agricolo è cambiato, oggi non basta produrre di più con meno input, bisogna RIGENERARE cioè lasciare un mondo più ricco di risorse per le future generazioni. Una sfida sempre più ardua che analizzeremo attraverso una serie di appuntamenti che porteremo nel cuore dell’agricoltura del Paese: da Enovitis in campo, quest’anno in centro Italia fino ad Agrilevante a Bari passando dal Consorzio Agrienergia del Monviso e dai nostri studi di Cinisello. Un vero e proprio giro d’Italia che ha come suo filo rosso le tre dimensioni della sostenibilità di una agricoltura che sta decisamente cambiando: sostenibilità quindi economica, ecologica e sociale tutte fortemente interconnesse con le nuove tecnologie sempre più abilitanti. Tutto questo ovviamente è possibile grazie al supporto di tutte le realtà che hanno deciso di accompagnarci in questi anni e a quelli che decideranno di seguirci nei prossimi. Tutti pronti a suggerirci temi e a proporre contenuti, ma così lungimiranti da lasciarci svolgere in piena libertà il nostro lavoro.
Dai nostri studi di Cinisello Balsamo fino all’EIMA. L’Innovation Agri Tour 2026 è un appassionante giro d’Italia a caccia di eccellenze e di intelligenze che unite vogliono rappresentare le vie italiane alla nuova agricoltura. Un settore che sta cambiando radicalmente e che fa delle nuove tecnologie uno straordinario trampolino di lancio.
Marzo - Studio televisivo. Incentivi: motore di sviluppo o dipendenza strutturale?
Dopo le difficoltà legate a Industria 5.0, il settore guarda alla nuova Finanziaria e alla prossima tornata di incentivi come possibile leva di rilancio. Ma il dibattito resta aperto: il mercato delle macchine agricole può davvero crescere solo grazie agli incentivi? Da un lato, gli strumenti di sostegno pubblico sembrano una conditio sine qua non per stimolare gli investimenti; dall’altro, il loro continuo cambiamento rende difficile costruire una strategia industriale pluriennale, creando squilibri nella domanda e forti discontinuità tra un anno e l’altro. In questa tappa analizzeremo: come sono stati costruiti gli incentivi attuali e quali effetti concreti possono avere sul mercato dei trattori; se il livello di sostegno è sufficiente o ancora inadeguato; il punto oltre il quale gli incentivi rischiano di “drogare” il mercato.
Maggio - Studio Televisivo
Innovare oltre i confini dell’impresa
La competizione accelera l’innovazione, ma nessuna azienda può permettersi di fare tutto da sola. Da questa consapevolezza nasce il concetto di open innovation: essere agili, veloci e versatili significa saper leggere l’intero ecosistema tecnologico, non solo il proprio settore di riferimento. Per le imprese dell’agritech questo vuol dire aprirsi a: università e centri di ricerca; startup e giovani innovatori; competenze che spesso nascono fuori dal perimetro agricolo tradizionale. In questa tappa racconteremo i diversi modelli di open innovation adottati dalle imprese: collaborazioni strutturate, programmi di scouting, acceleratori, partnership tecnologiche e contaminazioni tra settori. Un confronto tra chi vive l’ecosistema per capire cosa funziona davvero, quali competenze servono e come trasformare l’innovazione aperta in valore industriale
Giugno - Studio Televisivo. Dal campo all’ecosistema: il valore dei dati agricoli
I trattori e le macchine agricole sono ormai piattaforme di raccolta dati. Ma il vero tema non è la quantità di dati generati, bensì come questi dati vengono usati e da chi. In questa tappa si parlerà dell’integrazione tra dati agronomici, climatici, operativi ed energetici; dell’utilizzo dei dati per migliorare la genetica delle piante, l’uso dell’acqua e la gestione del suolo Spazio, poi, all’interoperabilità, proprietà del dato e governance; ruolo delle imprese meccaniche all’interno di sistemi complessi che vanno ben oltre la macchina.
Ottobre - EIMA 2026. Motori, trasmissioni, cabina e pneumatici: dove va davvero la meccanizzazione agricola
Negli ultimi anni l’innovazione delle macchine agricole non passa solo (e non sempre) dal digitale. Sotto la carrozzeria è in corso una trasformazione profonda che riguarda architetture meccaniche, sistemi di trazione, gestione della potenza, comfort e interazione con il suolo. Questa tappa dell’Innovation Agri Tour è dedicata alle nuove frontiere “fisiche” della meccanizzazione, spesso meno visibili ma decisive per produttività, sostenibilità e adattabilità delle macchine ai nuovi scenari agricoli.